I nostri volontari
Storie vere di chi ha scelto di mettersi in gioco in Madagascar
Questa pagina raccoglie le testimonianze di alcune volontarie che ogni anno dedicano tempo, energie e affetto ai bambini e alle famiglie della Casa Famiglia e dei progetti dell’associazione.
Le loro parole raccontano paure iniziali, incontri, abbracci, momenti di gioia e di fatica, e spiegano perché consiglierebbero a chiunque di vivere questa esperienza.

Le testimonianze
Di seguito trovi le esperienze di Isabella, Giorgia, Giada e Lucia: tre modi diversi di vivere la stessa missione, uniti dallo stesso desiderio di esserci per gli altri.

Isabella
1. Perché hai voluto fare questa esperienza?
Ho voluto fare quest’esperienza perché ero curiosa, anche se all’inizio un po’ spaventata, di conoscere una realtà diversa dalla mia e di incontrare questi ragazzi e bambini di cui avevo tanto sentito parlare.
2. Cosa ti ha lasciato? C’è qualcosa che ti è rimasto particolarmente impresso?
L’esperienza alla casa famiglia mi lascia ogni anno qualcosa di più. Quello che più mi è rimasto impresso negli anni è quanto si affezionano i bambini, come ti vengono a cercare e ad abbracciare perché hanno bisogno di contatto fisico che non ricevono dai propri genitori. Cercano nei volontari delle figure di riferimento, addirittura i più piccoli ti chiamano “mama” e i più grandi “sorella”: questo fa capire quanto è importante il rapporto che si crea, un legame affettivo profondo che non dimenticano.
3. Perché consiglieresti a qualcuno di viverla?
Consiglierei a qualcuno di viverla perché può essere davvero una bella esperienza per imparare a dare affetto, attenzione e aiuto a chi ne ha bisogno.

Giorgia
1. Perché hai voluto fare questa esperienza?
Per conoscere modi di vivere diversi dal mio abituale e poter essere d'aiuto a persone meno fortunate, che però hanno la ricchezza più grande: la semplicità, la gioia e l'amore nel cuore.
2. Cosa ti ha lasciato? C’è qualcosa che ti è rimasto particolarmente impresso?
Un senso di appartenenza, un senso di famiglia, di autenticità e apertura al prossimo.
3. Perché consiglieresti a qualcuno di viverla?
Per ritrovare se stessi e scoprire di poter essere d'aiuto con poco, in maniera semplice, spontanea e naturale.

Giada e Lucia
1. Perché avete voluto fare questa esperienza?
Abbiamo scelto di fare questa esperienza perché sentivamo il bisogno di metterci in gioco, uscire dalla nostra quotidianità e conoscere una realtà completamente diversa dalla nostra. Ci attirava soprattutto la possibilità di stare a contatto con i bambini e poter dare, anche attraverso le piccole cose, un contributo concreto alle loro giornate.
2. Cosa vi ha lasciato? C’è qualcosa che vi è rimasto particolarmente impresso?
Ci ha lasciato tantissimo, soprattutto a livello umano. Abbiamo imparato ad apprezzare molto di più le piccole cose, ad avere pazienza e ad adattarci a situazioni nuove. Una delle cose che ci è rimasta più impressa sono sicuramente i momenti trascorsi con i bambini all’oceano: vederli così felici e liberi, mentre cercavamo di insegnare loro a nuotare, è un ricordo che porteremo sempre con noi.
Ci sono stati anche momenti più difficili, in cui la tristezza e lo sconforto prendevano il sopravvento. Anche quelli, però, ci hanno insegnato molto, soprattutto sull’importanza di esserci semplicemente per qualcuno, ascoltare e condividere un momento, anche senza sapere sempre cosa dire.
3. Perché consigliereste a qualcuno di viverla?
La consiglieremmo perché è un’esperienza che ti mette davvero alla prova, ma allo stesso tempo ti dà tantissimo. Ti permette di conoscere persone, culture e realtà diverse e di uscire dalla tua zona di comfort. Soprattutto, ci ha fatto capire che non servono grandi gesti per fare la differenza: a volte basta dedicare il proprio tempo, giocare insieme, ascoltare o semplicemente esserci.

Daniela
1) Perché hai voluto fare questa esperienza?
Ho scelto di fare questa esperienza perché sentivo il bisogno di uscire dalla mia quotidianità e dedicare del tempo agli altri, conoscere una realtà diversa dalla mia e capire se fossi in grado di dare un piccolo contributo concreto. Sentivo anche il desiderio di ritrovare una parte di me che nella vita quotidiana rischiava di rimanere in secondo piano.
2) Cosa ti ha lasciato? C'è qualcosa che ti è rimasto particolarmente impresso?
Mi porto dentro i sorrisi dei ragazzi, la loro capacità di essere felici nonostante le difficoltà e il loro affetto. Sono partita pensando di dare qualcosa agli altri, ma sono tornata con molto più di quello che ho lasciato.
Quello che mi ha colpito maggiormente è stato sentirmi accolta e il senso di comunità che si vive ogni giorno.
3) Perché consiglieresti a qualcuno di viverla?
Perché è un'esperienza che ti cambia il modo di guardare il mondo e te stessa. Ti permette di uscire dalle tue abitudini, di confrontarti con realtà diverse e di capire quanto valore abbiano le cose che spesso diamo per scontate. Non è solo un'occasione per aiutare gli altri, ma anche per crescere come persona. Consiglierei questa esperienza a chiunque desideri mettersi in gioco, aprire il proprio cuore e tornare a casa con una maggiore consapevolezza di ciò che conta davvero.

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